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domenica 11 giugno 2017

Come funziona l'attuale sistema monetario

In una precedente serie di articoli, abbiamo riassunto la storia della moneta: dalle origini (moneta-merce) all'attuale sistema monetario (corso forzoso). Ma, di preciso, come funziona quest'ultimo? Vogliamo qui fornire qualche dettaglio "tecnico" in proposito [1].

giovedì 1 giugno 2017

Miti statalisti: #10 deficit pubblico & surplus privato

Nella scorsa puntata abbiamo discusso il mito secondo cui il debito pubblico non costituirebbe alcun problema. Oggi invece smentiremo un alto mito relativo all'indebitamento pubblico, che recita più o meno così: "i deficit del bilancio statale costituiscono dei surplus per il settore privato, perciò una buona cosa per i cittadini". Talvolta il mito viene espresso in forme analoghe ("se il settore pubblico spende più di quanto incassa, il settore privata incassa più di quanto spende") o, addirittura, ancora più assurde ("lo Stato, facendo deficit, crea ricchezza per i cittadini"). Tali affermazioni vengono spesso da esponenti e sostenitori del cartalismo e della cosiddetta Teoria Monetaria Moderna (MMT), a cui dedicheremo una disamina più approfondita in futuro; per oggi, invece, ci limiteremo a questo particolare argomento. 


Confronto tra investimenti privati (in % di PIL) e bilancio pubblico (in % di PIL) negli USA.
Deficit statali coincidono empiricamente con investimenti privati in calo, e viceversa. 

martedì 2 maggio 2017

Miti statalisti: #9 il debito pubblico non è un problema?

Quando il Governo vuole spendere più soldi di quelli che ottiene tramite tasse, imposte, etc deve chiedere denaro in prestito. La quantità di debiti accumulati nel tempo dallo Stato costituisce il debito pubblico e, per motivi cui abbiamo già accennato, tendenzialmente nessun Governo ha la volontà di ridurlo [1]. Ovviamente lo Stato (come ogni debitore) paga interessi sui debiti che ha contratto, e i soldi per pagare tali interessi vengono reperiti con tasse che gravano sui cittadini. Maggiore è il debito pubblico, maggiori (a parità di tutto il resto) sono gli interessi da pagare e le tasse. Quindi sarebbe bene evitare di continuare a indebitare lo Stato, anche perché i debiti contratti oggi ricadranno sulle generazioni future. Si tratta di elementare buon senso, oltre che di senso comune. Eppure, ça va sans dire, c'è chi lo contesta.

giovedì 20 aprile 2017

Miti statalisti: #8 lo Stato non fa profitti?

Nel precedente capitolo abbiamo visto che i politici fanno il proprio interesse, e che quest'ultimo (tipicamente) non coincide con quello dei cittadini. Anzi! Di conseguenza, poiché cattivi incentivi si traducono in cattivi risultati, lo Stato tende ad essere inefficiente nella gestione dei servizi pubblici. Tuttavia, nonostante queste considerazioni di buon senso, spesso gli statalisti si nascondono dietro il seguente mito: "in teoria, il settore pubblico è meno costoso del privato, perché non deve fare profitti". Ma ne siamo proprio sicuri?

mercoledì 12 aprile 2017

Miti statalisti: #7 gli unicorni al Governo

Osservando la scarsa qualità dei servizi pubblici e la quantità di sprechi che si annidano nella spesa statale, viene spontaneo chiedersi se non sia il caso di ridurre il perimetro dello Stato, lasciando che sia il settore privato (cittadini e imprese) ad occuparsi di certe faccende. Tuttavia c'è sempre qualcuno che, messo di fronte a tale conclusione, replichi con la fallacia degli unicorni: "il Governo fa gli interessi dei cittadini, mentre un privato fa solo il proprio". Infatti le aziende private sono gestite da esseri umani, ognuno con i propri interessi da perseguire, mentre pare che il Governo sia composto da angeli e unicorni. Ma davvero i governanti sono buoni, onesti, disinteressati e intelligenti?

lunedì 3 aprile 2017

Armi da fuoco e violenza - il mito (1/2)

Ogni volta che avviene una sparatoria negli Stati Uniti, la colpa viene attribuita alla (relativa) facilità con cui sia possibile comprare legalmente armi da fuoco in America. Chi vuole proibire la vendita di armi da fuoco sostiene l'equazione "più armi = più morti". Il tasso di omicidi calerebbe - dicono i proibizionisti - se ci fossero meno armi a giro. Ma le cose stanno proprio in questi termini?